Raccomandata non ritirata: come funziona?


Raccomandata non ritirata: come funziona?

È notizia recente l’erogazione, da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, di una multa di 5 milioni di euro a Poste Italiane: è stato rilevato, secondo l’Antitrust, che la modalità di consegna delle lettere raccomandate non viene sempre rispettata dagli addetti al servizio postale.

Per l’Antitrust “Poste Italiane talvolta utilizza per comodità il deposito dell'avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario”, contravvenendo dunque alle prescrizioni di legge.

Ma perché è così importante la consegna delle raccomandate? E cosa succede ad una raccomandata non ritirata?

La raccomandata: perché va sempre ritirata

La lettera raccomandata, con o senza ricevuta di ritorno, non funziona come la posta ordinaria. L’invio “raccomandato” infatti consiste, secondo il d.lgs. 22 Luglio 1999, nella garanzia per il mittente dell’avvenuto deposito della comunicazione.

Le lettere raccomandate presentano un codice di tracciamento che consente di individuare il prodotto postale sin dal momento della sua spedizione.

Tale codice, presente sia sulle raccomandate semplici che su quelle con ricevuta di ritorno, consente di verificare che la comunicazione sia stata effettivamente depositata nelle mani del destinatario.

E se la raccomandata non viene ritirata? La legge italiana prevede che nel caso in cui il destinatario sia “temporaneamente assente” dal domicilio anagrafico, allora la raccomandata viene depositata nell’ufficio postale, o punto di raccolta, più prossimo all’indirizzo di destinazione. 

Il deposito va necessariamente comunicato al destinatario della comunicazione dall’operatore postale, tramite la consegna di un avviso di tentativo di notifica, in forma di lettera in busta chiusa oppure in carta semplice che va lasciato nella cassetta delle lettere oppure sulla porta d’ingresso.

L’avviso deve contenere, tra le altre cose, la data di deposito e l’indirizzo del punto in cui la raccomandata è stata depositata dopo il primo tentativo di consegna. Viene anche indicato il periodo di tempo in cui il destinatario può recarsi a ritirare la  raccomandata, che va da un minimo di 10 giorni ad un massimo di 30 giorni, in base al tipo di comunicazione da consegnare.

Una volta superato il termine di 30 giorni avviene la cosiddetta compiuta giacenza della comunicazione: la raccomandata non ritirata viene dunque restituita al mittente.    

Una raccomandata non ritirata può creare problemi anche seri, per il destinatario della comunicazione importante. La legge infatti considera consegnata ed attuativa ogni comunicazione passata in compiuta giacenza. 

Se quindi ci si rifiutasse di ritirare una raccomandata contenente un atto giudiziario o amministrativo o non si riuscisse a ritirare una raccomandata, perché intestata a un defunto o per altri motivi, il contenuto dell’atto verrà comunque considerato come consegnato, con tutte le conseguenze del caso. 

A meno che l’operatore postale non indichi nel plico in giacenza lo stato di “sconosciuto all’indirizzo”, la raccomandata viene dunque considerata consegnata che la si ritiri oppure no. 

Nel caso di multe o atti giudiziari, il mancato ritiro della raccomandata espone dunque il destinatario a possibili gravi conseguenze, prima tra tutte l’impossibilità di prendere provvedimenti o contestare la comunicazione in oggetto.

Nel caso degli atti giudiziari, nello specifico, scatta la cosiddetta “presunzione di conoscenza”, che rende effettive penali, cartelle esattoriali e contestazioni di ogni tipo. E' per questo motivo che in moltissimi casi si procede con la delega per il ritiro della raccomandata, nel caso in cui si fosse nelle condizioni di non procedere con il ritiro personalmente. 

Raccomandata non ritirata: casi ed eccezioni

La raccomandata non ritirata che va in giacenza viene considerata dunque legalmente valida, a patto che - come specificato dalle motivazioni dell’Antitrust nel comminare la multa a Poste Italiane - il postino “abbia osservato tutte le procedure per la cosiddetta compiuta giacenza”.

Se l’avviso di giacenza viene consegnato presso l’indirizzo di residenza del destinatario, la raccomandata viene considerata come pervenuta alla data della consegna di tale avviso, a prescindere da quando il plico venga realmente ritirato presso l’ufficio postale presso il quale la raccomandata è in giacenza.

Perché la raccomandata venga considerata consegnata, però, è necessario che sia rispettata tutta la procedura di consegna così come previsto dalla legge: l’avviso deve essere affisso sulla porta del domicilio oppure consegnato in busta chiusa.

Diversamente, è possibile contestare la modalità di consegna ed imbarcarsi in un lungo contenzioso con il servizio postale.

È bene sapere in ogni caso che, trascorsi i 10 o 30 giorni di giacenza, al mittente viene recapitato l’avviso di ricevimento della comunicazione. 

La documentazione integrale, invece, viene rispedita al mittente soltanto dopo sei mesi dal mancato ritiro della raccomandata. Gli uffici postali infatti conservano i documenti che viaggiano tramite raccomandata per sei mesi, prima di  restituirli al mittente in forma integrale.

Diverso è il caso della notifica di un atto indirizzato ad un defunto: la raccomandata destinata ad un defunto non va ritirata, a meno che non venga specificato che è destinata agli eredi dello stesso ed indirizzata all’ultimo indirizzo di residenza del defunto.

Un atto indirizzato ad un defunto va infatti considerato nullo, ed entro l’anno Poste Italiane dovrà provvedere a modificare gli estremi di consegna sostituendo l’indirizzo del defunto con quelli degli eredi legittimi.

In questo caso, ma è l’unico in cui si consiglia tale prassi, è consigliabile non ritirare affatto la raccomandata destinata al defunto, in quanto una volta che la si prende in carico diventa impossibile contestarne la nullità.

In ogni altro caso, il mancato ritiro della raccomandata è un comportamento illecito e che espone a pericoli non marginali, come quello di trovarsi interessati da una cartella esattoriale o da un procedimento amministrativo senza esserne a conoscenza. 

Dalla data di consegna dell’avviso, infatti, la comunicazione viene considerata legalmente valida, e gli eventuali procedimenti connessi sono autorizzati a diventare effettivi. E' importante, dunque, stabilire una persona cui fare una delega per il ritiro della raccomandata nel caso in cui non sia possibile essere presenti in casa o recarsi alle Poste a ritirarla personalmente.

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